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A SEMinARIA sogninterra sono stati invitati artisti provenienti da diverse discipline e operanti in tutto il territorio nazionale ed internazionale, ad esplorare criticamente e operativamente la dimensione fisica e sociale del territorio del Moricone. I partecipanti hanno, attraverso interventi di appropriazione spontanea dello spazio che oscillano tra l’installazione temporanea e l’evento, realizzato microtrasformazioni, azioni performative spaziali, azioni rituali, momenti di socialità e partecipazione svaniti, come sogni, a conclusione dell’iniziativa.
Il tema con cui gli artisti si sono confrontati è quello del sogno come effettiva esperienza di scrittura corporea, percettiva, immaginativa: un modo per determinare, di volta in volta, la trama del proprio “sentire”, modificando sé stessi in relazione alle energie catturate nei luoghi e nei tempi del proprio vissuto.
Gli artisti come antenne, radar epidermici e neuronali, si sono sintonizzarsi con le diverse variabili geografiche intercettate ad ogni tappa del loro percorso. Questi, sono stati invitati a creare nuove mappature, in base ad identità che mutano al variare delle coordinate spazio-temporali, delle accumulazioni mnemoniche e delle alterazioni che, un passo dopo l’altro, collezionano insieme a sguardi, sentieri, dettagli, angolazioni personali.